Login
Username:
Password:

> Hai perso l'account? Clicca qui!
> Non sei registrato? Clicca qui!
Eventi e appuntamenti
Speciale prodotti
Home --> Eventi --> Fiera di San Giacomo

CENTENARIA FIERA DI SAN GIACOMO

San Giacomo - Immagine La figura di San Giacomo Apostolo è particolarmente cara al paese di Langhirano e ad esso indissolubilmente legata. La statua di S. Giacomo (raffigurata nell’immagine qui accanto), che ora si venera nella Chiesa parrocchiale di Langhirano, è una antica e preziosa testimonianza dell’arte popolare e della storia del paese. La statua risale al 1600, ma è un riferimento inevitabile a una realtà ben più antica che ha inciso profondamente su Langhirano.

Il paese di Langhirano era rimasto privo di Chiese fino ai primi anni del 1300. Un documento del 1354 attesta la presenza di un Oratorio di S. Giacomo e di un annesso Ospedale per viandanti e pellegrini. Questo centro di culto e di assistenza è stato l’autentico protagonista della crescita produttiva e commerciale di Langhirano dal medioevo all’età moderna, determinando l’affermarsi del mercato settimanale e dell’annuale omonima fiera.

L’Oratorio, che sorgeva accanto all’attuale palazzo del Municipio, è stato demolito nel 1910 e la piccola statua, di cui l’Oratorio era dotato, è stata presa in consegna dalla Chiesa di Langhirano.

Ogni anno, alla fine di Luglio, per ricordare questo importante Santo, si svolge la tradizionale e centenaria sagra e il paese si anima con serate all'aperto, concerti, mercatini e degustazioni.

LE ORIGINI DELLA FIERA DI SAN GIACOMO DI LANGHIRANO

Nel corso del Duecento venne impostato o potenziato un nuovo insediamento su di un modesto rialzo di detriti alluvionali posto in corrispondenza dell’antico corso del rio Scalìa che scorreva lungo le vie Fratti e Vittorio Veneto prima di confluire nel torrente Parma.

Il nuovo insediamento era la gemmazione del vicinissimo Mattaleto, luogo dotato di un fortilizio e della antica chiesa di San Michele, ma portava una propria etichetta toponomastica: LAGORANO, poi trasformatosi in Langirano, Langhirano. Il nome di luogo, già citato nel XI secolo, ha un preciso confronto nel Ferrarese e deriva dalle “lacorae” le bassure acquitrinose poste vicino ai fiumi.

La non comune scelta insediativa per l’area appenninica indica che Langhirano, nel secolo di maggiore espansione demografica ed insediativa del Medioeveo, ha svolto fin dalle origini una spiccata valenza viaria e commerciale. Sorto in corrispondenza del guado per Quinzanello e Badia Cavana che dava accesso alle terre canossane e matildiche e alla via per il passo del Lagastrello (Linari) a Langhirano/Mattaleto si incrociavano la via valliva per il passo del Cirone (la via lombarda) e le traversanti intervallive da Felino/S. Ilario Baganza e per Castrignano/Calestano. Il nodo comunicativo di Mattaleto/Langhirano, porta d’accesso alle vie dei Monti Parmensi, risultava inoltre posto in prossimità di una evidente frattura del paesaggio vallivo (si passa della morbide colline argillose a rilievi calcarei più aspri) che indubbiamente nel Medioevo vedeva il passaggio tra due sistemi comunica citi (dai carriaggi ai muli e viceversa). In un naturale punto di incontri e scambi nella prima metà del Trecento compare la chiesa e l’ospedale di San Giacomo di Langhirano, citato per la prima volta nell’anno 1354. San Giacomo è il santo del pellegrinaggio verso Santiago di Compostela e le ultime terre cristiane dell’Occidente, è il santo dei viandanti e dei mercanti che si recano alle fiere delle regioni dello Champagne e delle Fiandre, è il Santo dei pontieri e ospedalieri di Altopascio (Lucca) che si dicono fondati dal Matilde di Canossa.

La dipendenza vescovile di S. Giacomo di Langhirano segnala che il disegno di potenziamento di un nodo viario e di mercato era stato perseguito dai vescovi di Parma e verosimilmente concordato con l’abate di San Giovanni Evangelista e con l’abate della vicina Badia Cavana.

Con la perdita a metà trecento del rilevantissimo feudo vescovile di Castrignano (dalla pieve di Santa Maria dipendevano sia Mattaleto che Langhirano) il cui castello era già contrastato tra le famiglie nobiliari dei Correggio e dei Rossi, Langhirano pare costruire il nuovo centro di riferimento per gli interessi vescovili in Val Parma. Il rapido sviluppo del mercato (attestato già nei primi decenni del Quattrocento) e di una annuale fiera agricolo-commerciale nel giorno di San Giacomo (25 luglio) divengono gli esiti significativi el fenomeno.

Nel 1415 Mattaleto e Langhirano hanno insieme 164 abitanti e una torre militare (la base del campanile di Mattaleto) che in quell’anno è controllata dalla nobile famiglia dei Correggio. Le terre dei contadini sono quelle di minore qualità e ancora ci conservano il ricordo delle antiche aree umide: sono nominati infatti un Lago Maggiore, un Lago Mezzano. Le terre migliori sono nelle mani del vescovo e dell’abate di Cavana oltre cha in beneficio alle chiese di San Michele di Mattaleto e San Giacomo di Langhirano.

I diritit signorili del Vescovo di Parma sono altresì evidenti nella proprietà del molino da identificare con quello che per secoli conserverà il nome di Molino del Vescovo, il fabbricato posto di fronte all’Asilo Mazzini. E’ in quest’area che i diritti sulle acque dei canali accesero nell’anno 1448 un’aspra controversia tra il Vescovo e Pier Maria Rosi che si apprestava a costruire la rocca di torre chiara, scontro che portò a edificare nel corso del quattrocento una ulteriore chiesa dedicata a Santa Maria (corrispondente all’attuale parrocchiale) l’ultimo polo dell’urbanistica medievale di Langhirano che si aggiungeva al quartiere medievale della Rocchetta (con luoghi isolati paralleli) e all’area della scomparsa chieda e ospedale di San Giacomo (area del palazzo comunale e delle piazze).

La fiera annuale di San Giacomo non era solo la più importante ricorrenza religiosa di Langhirano ma come si è visto per oltre 500 anni ha costituito la principale occasione commerciale per la Val Parma e la montagna parmense. Essa attirava mercanti dalla città e verosimilmente da un raggio molto ampio permetteva l’interscambio tra i prodotti della pianura e quelli della collina-montagna favorendo e promuovendo anche l’addensarsi della salagione delle carni suine. Langhirano (con i suoi 500 abitanti all’inizio dell’ottocento ed i 5000 attuali nel capoluogo) è ora centro di servizi per un vasto comprensorio.

Prof. Gianluca Bottazzi
Le vostre foto
Esterno della Chiesa Parrocchiale di Langhirano.
Chiesa Parrocchiale di Langhirano
Le vostre foto
Il Municipio di Langhirano.
Municipio di Langhirano